Centri antiviolenza: come funzionano e quali sono in Italia?

Cos’è un centro antiviolenza?

I centri antiviolenza sono strutture apposite nel quale vengono accolte delle persone, specialmente donne, che subiscono maltrattamenti in famiglia, e violenze dal proprio partner. Questi centri offrono diversi servizi a tutte le vittime di violenza fisica.

  • Tra i servizi principali ci sono:
  • l’accoglienza telefonica
  • i colloqui personali anche con psicologici e specialisti
  • ospitalità nelle case rifugio e nelle case delle donne
  • assistenza alle vittime, ai minori e a tutti coloro che sono coinvolti in un percorso di violenza

Nel caso in cui le donne si rivolgano ai centri antiviolenza e vi siano situazioni particolari di pericolo, questi possono chiamare le forze dell’ordine per proteggere la vittima di violenze.

Qual è la storia dei centri antiviolenza?

I centri antiviolenza nascono in Europa tra il sedicesimo e il diciasettesimo secolo, questi all’inizio erano centri di rifugio per le donne maltrattate ma non solo, anche per coloro che rimanevano incinte senza essere sposate o per le prostitute che volevano cambiare vita.

Negli anni settanta e ottanta, i centri antiviolenza naquerò nel momento in cui avvennero le prime mobilitazioni del movimento femminista. Grazie a questo movimento, la violenza domestica iniziò ad emergere sempre di più e alcune donne iniziarono ad uscire allo scoperto.

Infatti, la violenza domestica specialmente tra gli anni ’40 e ’60 veniva tacitamente accettata dalle donne, che non avrebbero mai denunciato i mariti.

Sopratutto perché, durante quel ventennio erano poche le donne autosufficienti che potevano provvedere a loro stesse, e che avrebbero potuto quindi trovare un lavoro. Inoltre, bisogna pensare che in Italia il divorzio in quegli anni non era nemmeno contemplato dalla legge.

Quindi le donne accettavano le violenze e tacevano, in quanto non avevano né il diritto di divorziare e in alcuni casi nemmeno quello al lavoro. Per questo i primi centri antiviolenza moderni nascono negli anni settanta e ottanta. In quegli anni vennero varate diverse leggi, prima di tutto quella per il divorzio.

Inoltre, in quegli anni le donne hanno potuto diventare più libere di lavorare, di esprimere il loro parere e di votare.

Le donne, non solo in Italia, in questi anni grazie anche alle riforme che hanno contemplato il diritto alla famiglia, hanno potuto iniziare a ribellarsi alle violenze e alle ingiustizie subite sia in famiglia sia sul lavoro.

Oggi, ancora di più i centri antiviolenza in Italia, sono diventati sempre più importanti in questo scenario, e sono aumentate proprio al fine di aiutare sempre più donne in pericolo di vita.

L’importanza dei Centri antiviolenza in Italia

La rete dei Centri anti violenza in Italia è iniziata nel 1991, questi all’epoca erano ancora pochi, ma man mano la rete si è ampliata permettendo a tutti coloro che subiscono maltrattamenti in famiglia, di rivolgersi anche in forma anonima.

Nel 2006 in Italia sono stati rilevati ben 56 Centri antiviolenza autonomi, una carta di riferimento per tutti i centri antiviolenza, e anche dei centri specializzati sulla violenza maschile nei confronti delle donne. Questo fenomeno ha delle radici profonde nella disparità dei sessi, per questo motivo i centri antiviolenza sono molto importanti.

Quali sono le caratteristiche e le attività dei centri antiviolenza?

I centri antiviolenza, la Casa delle Donne, le cooperative sociali, le case semiautonome, le Onlus e le altre associazioni che gestiscono questi enti, permettono di dare assistenza e supporto alle vittime di violenza.

Bisogna considerare che in Italia, il femminicidio miete sempre più vittime specialmente negli ultimi anni, per questo motivo è necessaria l’opera di queste case principalmente a sostegno dei maltrattamenti in famiglia che vengono subiti dalle donne.

I centri di accoglienza possono svolgere diverse attività, una delle principali è sicuramente l’ascolto telefonico. Le donne che hanno bisogno possono chiamare questo numero di telefono in forma anonima e completamente gratuita. Durante queste telefonate è possibile aiutare le donne in difficoltà, assisterle e sopratutto spingerle a contrastare la violenza subita.

Le donne possono decidere non solo di chiamare ma anche di chiedere aiuto e consulenza, magari in materia legale, le donne che hanno bisogno d’informazioni per un supporto psicologico, e in alcuni centri le donne possono essere aiutate nella ricerca del lavoro. In ogni caso, i centri di emergenza possono offrire alle donne anche altri servizi e un rifugio non solo per loro ma anche per i loro figli.

Le associazioni che gestiscono gli enti di antiviolenza si occupano anche di sensibilizzare le donne e di fargli comprendere quanto sia importante denunciare gli atti di violenza. Inoltre, si provvede anche alla formazione, alla sensibilizzazione sociale e alla prevenzione di questi problemi nel nucleo familiare.

I centri antiviolenza non sono solo per le donne maltrattate dal loro partner, ma sono in funzione anche per le ragazze adolescenti che hanno problemi e subiscono maltrattamenti familiari nella loro cerchia. I centri sono aperti anche ai bambini e agli uomini che subiscono violenza familiare.

Le principali associazioni per i centri antiviolenza

Tra le associazioni italiane più importanti in termini di antiviolenza vi sono la D.i.Re, questa è un’associazione nazionale che permette di riunire sotto la sua bandiera sino ad 80 centri antiviolenza in tutta Italia. Questi enti sono gestiti principalmente da donne che riescono meglio a comprendere e ad aiutare altre donne in difficoltà.

Un’associazione che opera a livello europeo e che aiuta le donne vittime di violenza e maltrattamenti in famiglia è la WAVE ossia la Women Against Violence Europe. Questa organizzazione riunisce sotto la sua bandiera ben 4000 mila centri antiviolenza che aiutano tutte le donne dei 46 paesi dell’Unione europea, e le donne che risiedono sul territorio europeo. Il WAVE è presente in tutte le nazioni, con delle specifiche federazioni nazionali.

Un’organizzazione a livello mondiale è la Global Network of Women’s Shelter ossia la GNWS, questa nasce nel 2008 a Edmonton in Canada, e ogni anno organizza dei convengni mondiali per i Centri antiviolenza delle donne.

Post Author: Silvia Faenza

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dopo la laurea, inizia il suo percorso nella scrittura e dell'editoria, in particolare legata al web. Dal 2015 affianca alla gestione dei contenuti come libera professionista, anche le attività sociali, con un occhio di riguardo alle donne.

1 thought on “Centri antiviolenza: come funzionano e quali sono in Italia?

    […] difficile sia durante che dopo la risoluzione del caso, gran parte del sostegno lo ricevono dalle associazioni sui maltrattamenti, dai professionisti che prendono in cura i casi più gravi. Non sembra che vi sia ancora una […]

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